ENERGIA, AMBIENTE E CARO BOLLETTA

 

Intervista all’Amministratore Delegato Astea Spa Ing. Fabio Giuseppini sull’opportunità offerte dalle Fonti rinnovabili

 

 

 

1)      Dott. Giuseppini, Astea Spa e Fonti rinnovabili quali sinergie?

 

 

Astea  è il risultato della fusione delle 2 multiutility di Osimo e Recanati, entrambe storiche aziende elettriche - in particolare per quella di Osimo, agli inizi denominata   Azienda Idroelettrica Municipale, la produzione di energia elettrica da fonte rinnovabile dalla Centrale Idroelettrica di Sambucheto è stata la prima mission aziendale. Oggi la centrale a distanza di oltre 100 anni continua a produrre energia elettrica, a conferma di quanto attuale sia questo tipo di produzione. Astea ha nel tempo affiancato all’idroelettrico altri fonti da energia rinnovabile come l’eolico e il fotovoltaico.

 

 

2)      Dott. Giuseppini, quali tipologie di  fonti rinnovabili ad oggi si sono sviluppate sul  ns. territorio ?

 

 

A livello nazionale sono presenti l’idroelettrico, l’eolico, il fotovoltaico, il solare termodinamico e le biomasse con investimenti che negli anni si sono incrementati anche grazie agli incentivi da parte delle Autorità Competenti. Nel ns territorio l’unica fonte che stenta a decollare è quella eolica.

Per quanto riguarda Osimo da rimarcare l’innovazione che ha rappresentato la costruzione dell’impianto di Cogenerazione per la produzione combinata di energia elettrica e calore per teleriscaldamento, energia pulita con minimo impatto ambientale dal punto di vista di scarichi inquinanti ed emissioni acustiche.

 

3)      A questo punto Dott. Giuseppini le chiediamo cosa significa produrre energia elettrica in termini economici e di tutela ambientale?

 

In sostanza consumare gas, dispendiosissimo dopo l’aumento del petrolio, e con forti emissioni di CO2 in atmosfera potrebbe portarci a definire il rendimento economico/finanziario non alla portata dell’investimento poiché le tecnologie non presentano ancora elevate performance in termini produttivi, prefigurando rendimenti buoni, ma non all’altezza delle tecnologie tradizionali.

Ci vorrebbe un forte investimento nella ricerca e sviluppo per avere a disposizione tecnologie sempre più avanzate che permettano di raggiungere in tempi più brevi il c.d. “Break Even Point”, meglio conosciuto come punto di pareggio tra costi e ricavi per raggiungere la convenienza economica ad investire.

In termini ambientali è certa la convinzione che sviluppando  fonti rinnovabili come l’idroelettrico, l’eolico od il fotovoltaico si produca energia pulita che diminuisca i tassi di inquinamento nell’atmosfera che ci circonda.

 

 

 

 

 

 

 

4)      Parlando dell’aiuto da parte delle Autorità Competenti, quali sono gli incentivi  previsti per lo sviluppo di tali tecnologie?

 

Allo stato attuale esistono dei contributi in c/produzione, i c.d. “Certificati Verdi” per l’eolico, l’idroelettrico e le centrali a biomasse, così come il c.d. “Conto energia” per il fotovoltaico.

E’ importante ricordare che circa l’1,5-2% della tariffa elettrica viene impegnato per l’incentivazione alle energie rinnovabili.

Per quanto concerne l’investimento in pannelli fotovoltaici ciò permette di ottenere un contributo di 0,36€/kwh prodotto, che raggiunge 0,46€/kwh se si opta per impianti integrati alle costruzioni, ai tetti, alle pareti.

Il contributo in c/produzione non è cumulabile con altri contributi.

 

5)      Astea ha colto queste opportunità?

 

Astea ha colto questa opportunità effettuando un repowering della centrale idroelettrica di Sambucheto, ottenendo certificati verdi sul surplus di produzione ottenuto che è passato negli anni da 1,1 milioni di  kwh a 1,5 milioni di kwh ed inoltre ha sfruttato l’opportunità del Conto Energia costruendo un centrale fotovoltaica per alimentare il depuratore di PortoRecanati.

Da sottolineare come questa ultima abbia lo scopo di autoconsumo, andando a limitare i costi della struttura che prima doveva pagare per la totalità dell’energia consumato, mentre oggi paga solamente per quella che eccede il consumo della centrale fotovoltaica costruita. Inoltre stiamo partecipando insieme ad una società quotata di Milano alla realizzazione di un parco eolico in Sicilia.

 

6)      Famiglie ed imprese quali scelte potrebbero fare?

 

 

Per le famiglie la scelta deve essere orientata al fotovoltaico ragionando in termini di autoconsumo e  rientro dell’investimento effettuato, poiché optando per i pannelli integrati è  previsto un contributo più elevato ed una gestione più diretta della produzione e distribuzione dell’energia elettrica.

Per le imprese l’interesse può muoversi, per il consumo verso ciascuno degli scenari presentati.

Un ulteriore opportunità si muove invece sul versante della produzione e della vendita di energia ricavato dalla creazione di una centrale eolica, dove da un lato i certificati verdi e dall’altra l’aumento degli investimenti in ricerca e sviluppo potrebbero produrre un redditività sempre maggiore in termini di competitività nel settore.

 

7)      Quale il compito delle Amministrazioni pubbliche locali?

 

Il compito principale riguarda lo snellimento delle procedure burocratiche per giungere in tempi più brevi all’autorizzazione a costruire  nuove centrali sul territorio alimentate da fonti rinnovabili.

Per il fotovoltaico l’invito al settore edile che possa maturare per il futuro la concezione di un’edilizia più ecologica, progettando sin da subito nuovi insediamenti residenziali e produttivi alimentati da pannelli fotovoltaici.

Dunque il richiamo anche ai Comuni, alle Province ed alle Regioni ad alimentare i futuri edifici pubblici in costruzione o da costruire in maniera che possano essere alimentati da pannelli solari integrati sui tetti e sulle pareti.

Teniamo sempre presente l’importanza di un’altra fonte rinnovabile che si chiama “risparmio energetico”.