DOMANDE/INTERVISTA AL PRESIDENTE CONFARTIGIANATO OSIMO MARIO BAFFETTI SULLO SCENARIO ECOOMICO FUTURO
1) PRESIDENTE BAFFETTI, QUALE FUTURO PER L’ECONOMIA ITALIANA E MARCHIGIANA?
In un contesto economico come quello italiano, e più in particolare marchigiano, il futuro dell’economia si presenterà tanto più produttivo quanto le scelte di politica economica mireranno ad accrescere la ricchezza prodotta dalle Piccole/Medie Imprese sul nostro territorio.
PMI che rappresentano il fulcro attorno al quale l’Italia si è guadagnata un posto tra i Paesi più industrializzati del mondo.
Un esempio su tutte le nostre Marche, 1°Regione in Italia caratterizzata per un’economia basata sulla PMI, tanto da fare una riflessione per cui occorre sin da subito instaurare un permanente e profittevole tavolo di confronto tra Governo, Regioni ed Istituzioni a tutti i livelli per comprendere le ragioni di un rilancio della competitività di impresa.
2) COME CONTRASTARE IL TIMORE DI UNA RECESSIONE?
Due sono i canali attraverso i quali incominciare ad agire; un primo è quello rivolto ad un’azione di governo nazionale e regionale che incentivi la cooperazione tra imprese e l’altro quello di impegnare le Istituzioni tutte ad evitare gli sprechi e a qualificare la spesa pubblica, così di riflesso facendo sì che possa diminuire anche la tassazione.
3) QUALE RICETTA PER IL RILANCIO DELLA COMPETITIVITA’ D’IMPRESA?
Un primo ingrediente penso debba essere quello di rivolgere le proprie strategie d’impresa ai mercati esteri.
Mercati esteri dove sono presenti solo poche grandi imprese, a differenza nostra dove la sfida per il futuro sarà quella di aggregare, di fare squadra e creare un sistema di Imprese in rete che sappiano allargare i settori di intervento e sappiano costruire una progettualità all’altezza di raccoglierne i frutti a m/l termine; altrimenti non vi sono alternative.
Un secondo ingrediente è rappresentato dalla voce della nostra Associazione che dovrà essere capace di ottenere dall’azione di Governo un impegno a favorire l’emersione del lavoro nero, premiare fiscalmente coloro che fanno investimenti qualificati e comprendere le ragioni di un’attenta revisione degli studi di settore.
Tale ultima ragione deriva da cicli produttivi che oggi fissano i propri obiettivi sempre più a brevi scadenze, mensili ed a volte anche in tempi molto più brevi.
Un terzo ingrediente che rappresenta anche un obiettivo da raggiungere al tavolo di confronto di cui si parlava pocanzi e migliorare la qualità nel rapporto costi/benefici delle infrastrutture, cercando di aumentare l’efficienza nelle caratteristiche tecniche delle imprese che concorrono alle gare d’appalto.
4) QUALE IL RUOLO STRATEGICO DELLA PMI (piccola/media impresa) ITALIANA E PIU IN PARTICOLARE MARCHIGIANA DINANZI ALL’EMERGERE DI PAESI COME INDIA E CINA?
Due sono gli obiettivi da comprendere e da raggiungere, il primo è quello di scoprire nuovi mercati per tornare a competere predisponendo la propria impresa ad avere elevati margini di flessibilità nella sue strategie di crescita; il secondo è quello di intensificare il rapporto scuola/lavoro per preparare le future generazioni a nuovi scenari economici in un’economia sempre più globalizzata.
5) QUALI RESPONSABILITA NEL PASSATO E QUINDI QUALI IMPEGNI PER IL FUTURO NELLE MANI DELLI ISTITUZIONI PUBBLICHE?
Per il passato occorre dire che qualcosa di buono si è fatto , soprattutto in termini di infrastrutture e lavoro.
L’aspetto critico riguarda però i tempi di realizzazione troppo lunghi e una concretezza che troppo spesso stenta a partire.
L’invito è quello di diminuire sempre più la burocrazia, attraverso leggi semplici e un rigido controllo; maggiori sanzioni per diminuire le morti bianche, ma allo stempo tempo anche non preoccuparsi solamente di accrescere l’occupazione, ma curarne attentamente la formazione per avere a disposizione del Paese una manodopera ed un management altamente professionale e qualificato.
Un invito ancora più concreto riguarda l’obiettivo di costruire una Pubblica Amministrazione che sappia rischiare, al pari del settore privato e che finalmente diminuita la litigiosità politica si riscopra un dialogo istituzionale tra maggioranza ed opposizione da cui il beneficio più grande ne trarrà il benessere economico e sociale del Paese.
6) ED INFINE LE BANCHE QUALE RUOLO PENSA DEBBANO SVOLGERE PER L’EFFETTIVO RILANCIO DELL’ECONOMIA ITALIANA?
Alle banche chiediamo di promuovere il rilancio della competitività delle Pmi offrendo loro una maggiore flessibilità nella concessione del credito finalizzato ad accrescerne gli investimenti ed a favorirne l’aggregazione per fare sistema.