FINANZA
26/06/10
MANOVRA ECONOMICA: “ ASCOLTARE REGIONI, PROVINCIE E COMUNI PRIMA DELLA DECISIONE FINALE”
di Simone Pugnaloni
E’ tempo di decidere, ma Governo e Autonomie locali sono ancora lontani dal condividere il contenuto della manovra economica che il Ministro Tremonti vorrebbe a breve deliberare in Consiglio dei ministri.
Non vi è dubbio che per far fronte al disavanzo pubblico ed alla impetuosa crisi economica che ha investito il nostro Paese le vie d’uscita sono due: o si taglia la spesa pubblica o si aumentano le tasse.
Tagliare la spesa pubblica è il vero dibattito che sta investendo la politica italiana da anni, ma il problema è sempre dove cominciare.
C’è chi come il Ministro dell’economia Tremonti insiste sul cominciare dai trasferimenti statali a Regioni ed Enti locali ed eliminazione di sprechi di diversa natura e c’è chi come Vasco Errani rappresentante delle Regioni, l’Anci e l’Upi dicono che anche lo Stato ed i Ministeri debbano contribuire in maniera più vistosa.
E proprio la riforma del titolo V della Costituzione ed il federalismo che vuole la Lega nord che affida alle autonomie locale il vero rapporto con la cittadinanza nella gestione dei servizi pubblici, quindi non è poi così facile chiedere loro sacrifici.
Questo è il motivo per il quale occorre che nella Conferenza Stato-Regioni, allargata a Provincie (UPI) e Comuni (ANCI) nei prossimi giorni, prima del varo della manovra in Consiglio dei ministri si possa trovare un’intesa in favore soprattutto della collettività.
Collettività che accetta con favore l’eliminazione di sprechi, ma che non vuole vedersi tagliare i servizi nella sanità, più in particolare nel sociale.
Per gli enti locali vi è già il Patto di stabilità che detta limiti rigidi nella gestione della Pubblica amministrazione, quindi pensare di limitare anche i trasferimenti statali per i servizi essenziali diventa un ostacolo alla loro gestione economico-finanziaria quotidiana.
A questo punto si è cominciato a discutere di ricomprendere nella manovra economica anche il fattore tassazione a cominciare da rendite finanziarie e tassa sulle banche, per la gestione del bilancio dello Stato e nuova tassa sugli immobili in favore degli enti locali.
Importante anche in questo caso che ad ogni aumento della tassazione vi sia un vero ed effettivo risultato nel miglioramento del benessere socio-economico delle famiglie italiane.
Autonomia impositiva quindi da concordare con le autonomie locali per potrebbe far quadrare il cerchio attorno ad un accordo di massima con le autonomie locali, ma la Presidente degli industriali invece che critica la tassa sulle banche perché si riverserebbe su imprese e famiglie.
I partiti di opposizione per il bene del Paese sono anch’essi disponibili a collaborare, da Bersani a Di pietro, anche Casini e Rutelli ci stanno, ma spetta al Governo accogliere alcuni dei loro suggerimenti per il bene del Paese e del Sistema Italia.
Disponibilità al sacrificio da parte di Regioni, Provincie e Comuni in parte c’è, categorie e sindacati sono pronti a fare la loro parte, anche se tra loro c’è ancora chi detiene una posizione ferma sulle proprie posizioni, ma alla politica spetta la decisione finale.
La politica ha il compito delle scelte difficili, ma ancor più a volte impopolari che raccoglieranno i frutti solo nel m/l termine, spetterà quindi a Tremonti nei prossimi giorni chiudere nella maniera più efficace possibile la trattativa con Autonomie locali e Categorie.