IL DIALOGO NEL MONDO DELL'ISTRUZIONE
di Michele Mengoni
Il mondo, l’Europa, la società cambiano e la scuola ha il dovere di seguire questo cambiamento, di preparare le future generazioni a questo cambiamento. Dare loro le risorse e le capacità per muoversi in questa continua evoluzione. Valorizzare la varietà dei percorsi, delle qualifiche, le competenze e i talenti. Su tutti questi argomenti si progredisce soltanto con il dialogo. Dialogo con i genitori per i quali il mondo della scuola è troppo ermetico, dialogo con gli amministratori locali al fine di creare attività da collegare alla scuola, culturali o sportive. Dialogo con i datori di lavoro, privati o pubblici, per un equilibrio tra insegnamento ed apprendistato professionale, per un inserimento più sicuro dei giovani nella vita attiva; dialogo con tutto il personale dell’istruzione che è l’attuatore ultimo di ogni progetto. Ma il cuore di questo dialogo deve ruotare intorno ai giovani, che siano studenti di licei, di scuole professionali, o studenti universitari, poiché è del loro futuro che si parla. Tutto deve partire dal dialogo tra lo studente ed il docente; ad esempio a livello universitario, più che il dialogo formale nel consiglio studentesco e poi in Consiglio di Facoltà, fondamentale è il dialogo informale fra lo studente e il suo docente. Da un lato lo studente non deve essere passivo, sedersi in un angolo cercare di superare l’esame in ogni modo, ma collaborare con i professori nei diversi progetti, frequentare le lezioni anche quelle non obbligatorie, sfruttare ogni possibilità di incontro e di dialogo, per giungere ad una conoscenza attiva. Da parte loro i docenti devono cercare un approccio più umano con lo studente, ascoltare ed accettare opinioni diverse dalla sue, realizzare un approccio più singolare, indirizzando e spronando ogni studente secondo le sue capacità; dimostrare l’utilità della conoscenza acquisita, deve suscitare fiducia nei suoi confronti, ad esempio non servendosi di differenti criteri di valutazione in occasione degli esami. Poiché nessun docente di qualunque livello del mondo dell’istruzione deve dimenticare che lui è lì per gli studenti, e che può imparare qualcosa anche da loro. Un passo in avanti notevole sarebbe dato dal fatto che ogni professore in un liceo ma anche e soprattutto in una università, diventasse consapevole che insegnare non è solo un lavoro, ma un servizio agli altri, ed in quanto tale deve essere reso nel miglior modo possibile.