COMUNICAZIONE E MUSICA
di Paolo Micheloni
Il nome di questo nuovo giornale mi ha fatto subito pensare a cosa significhi comunicare “nel mio campo”; sono un dj e quindi la musica a 360° è il mio settore. La comunicazione è alla base della musica stessa poiché è il mezzo che un artista sceglie per trasmetter un suo pensiero, uno stato d’animo o qualunque altra cosa.
Quindi la musica nasce come mezzo di comunicazione. Oggi il suo “consumo” ha raggiunto livelli impressionanti rispetto al passato, anche grazie all’avvento del digitale che ci permette di portarla praticamente ovunque ed in qualunque momento della giornata , semplicemente accendendo il lettore mp3. Questa è una grandissima opportunità; sempre più persone, soprattutto giovanissimi, girano con lettori multimediali che permettono di ascoltare musica praticamente in ogni situazione. Questo mezzo di diffusione musicale però, è stato male accolto dalle case produttrici che invece di rendere più accessibili i prezzi, hanno fatto “orecchie da mercanti” fingendo quasi che tutto il traffico illegale di musica su internet non esistesse. Una volta accortesi poi che ciò ledeva i loro introiti molto più di quello che avevano preventivato, hanno cercato di correre ai ripari, non abbassando i prezzi bensì facendo causa ad uno dei più noti siti da cui si poteva scaricare musica gratis, Napster. Nonostante questo sito sia poi uscito perdente dalla causa, la nascita di moltissimi altri siti, ha scoraggiato qualunque altra causa legale. La mossa più recente delle case discografiche è stata quella di aprire veri e propri negozi on-line come iTunes, che propongono musica di ottima qualità da scaricare a prezzi molto più accessibili di quelli che si possono trovare nei negozi normali. Ciò nonostante il mercato illegale continua. Personalmente mi schiero nettamente contro questo mercato illegale, poiché gli autori non vengono premiati ma vengono “derubati” del loro genio e di un loro prodotto. E’ altrettanto vero che ciò che paghiamo per un cd o per una canzone scaricata legalmente, non va per intero ai produttori ma la maggioranza, va alle case discografiche ed allo stato tramite le imposte del settore musicale.
L’uso di internet per fini musicali quindi, dovrebbe essere responsabile e maturo, ovvero: a mio avviso non è molto grave scaricare musica a patto che, una volta ascoltati dei brani, si vada a comprare il cd o a scaricarlo legalmente, in modo da sapere già in anticipo che quel cd ci piace e vale la pena acquistarlo. Se invece il cd che abbiamo scaricato a “sbaffo” non ci piace un granchè, basta cancellarlo. Anche questo non è legale ma è pur sempre una forma responsabile ed onesta di utilizzo della rete, una forma che non lede i bravi autori e non fa torto a quelli meno bravi.