Una vita da raccontare

 

“............. Sin da bambino ho sentito dentro di me la vocazione al sacerdozio”. Queste le prime parole di Don Alberto, ora in pensione,

ma che per oltre 50 anni ha guidato la parrocchia di Sambucheto. Lo ho intervistato, in compagnia di un amico, nella sua casa di

Sant’Egidio di Montecassiano, sulla sua vita e sulle origini del suo cammino spirituale.

Don Alberto, come inizia la sua storia? Finite le elementari volevo intraprendere una strada apparentemente impossibile. Non avevo

le possibilità e la mia famiglia mi scoraggiava, ma con un pizzico d’incoscenza e ribellione presi carta e penna e cominciai a scrivere...

A chi scrisse Don Alberto? Alle autorità dell’epoca.......

Dove ha trovato il coraggio? La mia era una vera e propria richiesta disperata d’aiuto con scarsissime possibilità di riuscita.

Arrivò mai nelle “stanze del potere”? Nono solo arrivò, ma tornò addirittura indietro, tramite prefetto, con delle correzioni e con l’appunto

di fare più attenzione agli errori ortografici. Fui rimproverato aspramente dal mio parroco ma qualche giorno dopo mi venne

recapitata la lettera che mi cambiò la vita: potevo finalmente coronare il mio sogno. Iniziai il mio cammino sacerdotale al Seminario

di Recanati senza gravare sulla famiglia...

In cuor suo sapeva che ce l’avrebbe fatta? Ad essere sinceri tante volte ho sentito una voce dentro che mi diceva. ho bisogno di te.....

Come prosegue il suo percorso? Dopo essere stato a Recanati sono andato a Fano alla scuola, fui bocciato due volte in greco e dovetti

ripetere l’anno. Per me rappresentò una delusione molto amara e pensai di smettere, ma si trattò solo di un momento. Mi rimboccai

le maniche, superai l’esame e vinsi una borsa di studio a Roma. Nella capitale frequentai per 3 anni il liceo poi 2 anni di filosofia e 4

di teologia. Quando poi tornai a casa a Montecassiano il Vescovo mi dette un incarico temporaneo a Sambucheto. Ebbene fu talmente

“momentaneo” che sono stato parroco per 52 anni.

A chi si sente di dire grazie? A mia sorella Lisa, l’unica vera donna della mia vita. Nel corso degli anni non mi ha mai fatto mancare

il suo sostegno, la sua presenza è stata molto importante per me. Una volta andai a San Giovanni Rotondo da Padre Pio e durante una

sua messa bagnai un fazzoletto con acqua di colonia così che delle vecchiette sentirono il profumo e vociferavano al miracolo. Padre

Pio non si accorse di nulla, o almeno pensavo, visto che poi quando mi confessò mi disse “Don Alberto non lo fare più non sta bene”.

Scoppiai in lacrime ma mi tranquillizzò subito dopo. E stata una fortuna averlo conoscuto.

di Benedetto Verdenelli